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Meteore rossoblù – Horacio Peralta

Nella puntata odierna della nostra rubrica parliamo di un talento venuto dall’Uruguay passato per poco meno di sei mesi dalla Sardegna

E’ l’estate del 2004. Massimo Cellino ha esonerato Edoardo Reja, autore di una splendida promozione, per affidare la squadra a Daniele Arrigoni.

Già con i vari Zola, Brambilla, Abeijon, Langella, Suazo ed Esposito, la squadra pare avere un’intelaiatura importante, ma il patron rossoblù vuole aggiungere un tocco di classe in più.

Pesca dall’Inter il trequartista uruguaiano Horacio Peralta, 22 anni, un mix di genio e sregolatezza. Aldilà della capacità di calciare divinamente con entrambi i piedi, il ragazzo arriva in Sardegna già con qualche grana personale dovuta alle pendenze con l’ex compagna ed i suoi doveri di provvedere ai bisogni materiali del loro figliolo.

Si presenta durante un’amichevole estiva con un delizioso assist di destro per il goal di Marcello Albino ed i tifosi sognano di aver già trovato l’erede di Zola.

La speranza, purtroppo, rimarrà tale, perchè Peralta scenderà in campo solo una volta, negli ultimi minuti della sconfitta interna contro il Milan.

Riesce a giocare qualche gara di coppa Italia contro Triestina e Lazio, tuttavia senza incidere. Cellino non perde tempo ed a gennaio, di fatto, lo rispedisce al mittente.

9 Commenti

9 Comments

  1. Commento da Facebook

    giugno 15, 2019 a 18:04

    Un bidone

  2. Commento da Facebook

    giugno 15, 2019 a 18:04

    Non era argentino?

  3. Commento da Facebook

    giugno 15, 2019 a 18:08

    Un pacco

  4. Commento da Facebook

    giugno 15, 2019 a 18:10

    Un Sacco di patate…in piedi.

  5. Commento da Facebook

    giugno 15, 2019 a 18:58

    Sbertirori

  6. Angelo

    giugno 15, 2019 a 21:25

    Non arrivava dall’ Inter, quello interista era l’argentino Sixto Peralta. Comunque non è stato all’ altezza delle aspettative

  7. Commento da Facebook

    giugno 15, 2019 a 21:35

    Matteo Piga là..oh peralta la molli l’ uva? :_)

  8. Commento da Facebook

    giugno 15, 2019 a 22:43

    Qualcuno lo confonde con Bizera…

  9. Ea

    giugno 16, 2019 a 03:17

    Non gli è stata data possibilità, come a tanti, Penedo, Semedo, Peñalba,Acosta, hanno avuto quasi tutti una carriera discreta tra penisola iberica e Sud America, anche Tello col Benevento è stato protagonista.. Tutti erano superiori (nel loro ruolo) a un Colombatto, un Deiola,se a ognuno di loro fossero stati apresso la metà di Barella o avessero avuto 1/3 delle chance dei vari Joao, Farias, Cerri nessuno era irrecuperabile. Speriamo Oliva ed i prossimi abbiano miglior spazio in Rossoblú. I maestri di calcio devono esserci nella prima squadra del Cagliari.. Casi particolari come Han,Ogunseye,devono crescere sotto l’ala della squadra madre. Anche Despodov

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