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Barella su Sportweek /1: “Orgoglioso e spinto da una comunità intera”

Intervista esclusiva al talento cagliaritano sul magazine settimanale de La Gazzetta dello Sport. Il centrocampista azzurro si racconta a 360 gradi: prima parte

ALLA SCOPERTA DI NICOLÒ. Nicolò Barella, diventato ormai uno dei giocatori italiani più in vista anche per il recente debutto in Nazionale, è stato intervistato da Sportweek. Sul magazine – in uscita ogni sabato con la “rosa” – il giovane calciatore del Cagliari parla a ruota libera: “Sono cresciuto a Pirri, figlio di un rappresentante di elettrodomestici e di una commessa. Mamma ha lasciato il lavoro per prendersi cura di me, il lavoro più gravoso. Il mio ex ct dell’Under 18 Francesco Rocca disse di me che ero come una bottiglia di champagne appena stappata? Sono così“.

FAMIGLIA. “Ho sempre avuto il desiderio di farmi una famiglia: ho conosciuto Federica, la donna giusta. Prima ero disordinato in casa, da quando mi sono sposato sono diventato come mia madre. Mi sento un uomo di casa a tutti gli effetti, scendo a compromessi con la mia compagna di vita. Vivere e crescere in Sardegna vuol dire sentirsi parte di un popolo. Avverto la responsabilità quando scendo in campo per i colori del Cagliari, ma per me è un orgoglio. Come se mi sentissi spinto da un’intera comunità e dalla sua passione“.

IL MITO. “Ho cominciato a giocare con un pallone a tre anni e mezzo, alla scuola calcio di Gigi Riva. Mia madre mi portò in seguito a giocare a pallacanestro, ma… in palestra mi mettevo a calciare il pallone contro il muro. Fu così che ritornai alla ‘Gigi Riva’. Lo incontrai di persona quando avevo 17 anni. Mi disse: ‘Ti ho visto giocare, continua così’. Ebbi la forza di dire ‘Grazie’ “.

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