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Cagliari, c’è ancora da lavorare

Luci e ombre nella prima partita ufficiale del Cagliari, giocata ieri a Torino nell’esordio di Coppa Italia contro il Palermo. Secondo La Gazzetta dello Sport, i rossoblù hanno il demerito di non chiudere la pratica quando le energie sono ancora a un livello accettabile.

Imperdonabile l’errore di Faragò, che avrebbe la palla comoda per il 2-0, ma a tu per tu con Posavec, su invito di Farias, calcia alle stelle. Al 21’ lo stesso centrocampista adattato al ruolo di terzino destro la combina davvero grossa: si fa sorprendere da Aleesami che gli ruba il pallone e consente a La Gumina di trafiggere Cragno. Un errore che forse consiglierà a Rastelli di rivedere il suo ruolo, magari riposizionandolo come interno di centrocampo.

La sensazione è comunque che i rossoblù non abbiano limato i difetti del passato: la difesa dà sempre l’impressione di essere perforabile, mentre l’attacco vive a sprazzi isolati e se Borriello non è in giornata, buttarla dentro diventa complicato.

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3 Commenti su "Cagliari, c’è ancora da lavorare"

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Angelo
Ospite

non condivido, mettere la croce su Faragò è esagerato, se non ci fossero errori le partite finirebbero tutte in parità, penso che il ragazzo si sia meritato la sufficienza, senza l’errore del pareggio e magari avesse segnato le due occasioni che ha avuto a disposizione sarebbe il migliore terzino del mondo !!!!!!!!!!

Antonio Cornacchia
Ospite

Rispetto allo scorso campionato nulla è cambiato,anzi la difesa si è indebolita,centrocampo incapace di costruire gioco,attacco forte ma troppo solo è mal servito,i goal grazie a giocate personali. Se con la Juve si gioca così prendiamo una bella imbarcata.

Antonello Sirigu
Ospite

È indubbio che i limiti più grossi li ha mostrati sulle fasce con gli esterni bassi. Un problema già evidenziato lo scorso anno. A dei giocatori non di ruolo, soprattutto se non campioni, non si può pretendere più di tanto. Ho la netta impressione che in questi ruoli siamo messi ancora peggio. Invece un plauso sincero a Cragno che ha mostrato grande personalità; a Pisacane che dà l’anima sopperendo alcuni limiti tecnici; a Barella sempre più sicuro dei propri mezzi. Con la Juve sarà durissima

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