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Faragò, guai a buttare via il bambino con l’acqua sporca

È vero, l’errore di Paolo Faragò poteva costare caro al Cagliari. Andare ai rigori contro il Palermo a una settimana dalla sfida con i vice campioni d’Europa della Juventus non è un segnale incoraggiante. Guai però a buttare via il bambino con l’acqua sporca. La prestazione del novello terzino destro rossoblù è stata tutto sommato positiva, così come quella della squadra nel complesso.

Il Cagliari ha fatto quello che chiedeva il proprio allenatore alla vigilia, ovvero ha condotto la partita lasciando pochissimo agli avversari, tanto che il gol è arrivato solo da un episodio fortuito e Cragno non ha avuto molto da fare per tutta la gara. Bene la gestione della palla e i movimenti in difesa, male la poca concretezza in attacco e la condizione fisica di alcuni elementi, ancora troppo appesantiti a una sola settimana dal big match di Campionato.

Alla luce di tutto questo l’esperimento Faragò è tutt’altro che morto, anzi. Il giocatore si è proposto bene in fase offensiva e per due volte è andato vicino al gol, una di testa nel primo tempo e una clamorosamente sciupata a tu per tu col portiere nella ripresa. Gli è mancata la lucidità mentale in diverse occasioni e su questo dovrà lavorare molto, proprio perché il suo nuovo ruolo richiede una costante concentrazione per bilanciare al meglio le due fasi.

Non bocciato ma rimandato dunque, con la speranza che amnesie del genere scompaiano dal suo repertorio. Attenzione però: se da un lato è giusto continuare a lavorare su Faragò, dall’altro resta urgente il bisogno di tutelarsi con dei terzini “di ruolo”. Le scommesse vanno bene ma meglio avere le spalle coperte.

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